ATTILIO DEL COMUNE

MOSTRE

Ritratti 1960 – 2000

Nel decennale della morte di Attilio Del Comune, il Museo di Fotografia Contemporanea dedica al fotografo, del quale conserva l’intera opera, una mostra incentrata sul ritratto, il tema  sul quale egli ha più lungamente e appassionatamente lavorato.

Sul ritratto egli scrive nel 1988: “Ci sono arrivato perché era qualcosa che cercavo sempre di più passando da una fotografia a un’altra fotografia. Perché forse c’è una logica nel cercare e nel cambiare che  ti induce a fermarti al punto giusto. O forse cercando ancora un’altra immagine ti puoi infine ritrovare al punto di partenza: la raffigurazione più naturale, primordiale, complessa e intrigante, semplice e difficoltosa, magica e affascinante: la raffigurazione di una persona”.

Nel suo lavoro Attilio Del Comune unisce sensibilità e rispetto  verso la persona, alta abilità tecnica nell’uso della luce, della posa,  dello sfondo, impostazione emplice e classica fedele alla grande tradizione iconografica del ritratto di studio.

 

[expand title=”ATTILIO DEL COMUNE. BIOGRAFIA”]

Attilio Del Comune nasce a Mantova nel 1928. Dopo il Liceo  classico e studi di Legge, si occupa di cinema e nel 1953 produce  tre cortometraggi per la RAI. Nel 1955 sposa Denise Rodrigues,  da cui ha due figli.
Dal 1957 è attivo come fotografo nei settori dell’industria  e della pubblicità. Svolge però anche ricerche personali realizzando  still life di strumenti del lavoro artigianale (la serie Ferri del mestiere)  e di oggetti di antiquariato e modernariato, e composizioni astratte.
La mostra Sui cimiteri (Biblioteca Sormani,1964), dedicata alle epigrafi e alla statuaria cimiteriale, fa parte di queste prime ricerche.
Del Comune si dedica anche al paesaggio, per esempio quello dei dintorni della casa di campagna a Barquedo e della città di Milano, oltre che dei luoghi di vacanza e di viaggi (negli anni Settanta egli  è anche rappresentante per l’estero dell’AFIP-Associazione Fotografi Italiani Professionisti, incarico che lo porta a viaggiare).
Ma al centro della sua ricerca sta la figura umana, già presente nella fotografia pubblicitaria, e già affrontata nella serie Gente, lavoro, vita degli anni Sessanta e nei ritratti di grandi jazzisti in concerto dello stesso periodo (che poi comporranno la mostra Jazz portrait,  Arona 1998). Al tema si dedica però soprattutto con gli anni Ottanta, con le mostre Ambrosiani (Studio Marconi, 1985) e La scena artistica a Milano (Galleria Il Diaframma,1987), dedicate a personalità del mondo economico, politico e artistico milanese. Realizza ritratti anche per le riviste “Capital”, “Plus” e “Gente Money”, e lavora sulla grande comunità famigliare di Villa Pizzone (La famigliona, 1984). Il profondo interesse per il volto umano si esprime infine nella serie presentata nella mostra Doppio ritratto (Sacro Monte di Orta, 1995), sulle seicentesche statue in cotto policromo del Sacro Monte di Orta: ritratti di ritratti che riflettono sull’idea stessa di rappresentazione. Muore a Milano il 26 marzo 2000.
[/expand]

 

COLLEZIONI: FONDO ATTILIO DEL COMUNE

This content is also available in: Inglese