RESIDENZE ARTISTICHE | Panorami contemporanei e luoghi in trasformazione

PREMI, PUBLIC ART

PROROGATI I TERMINI DEL PROGETTO
Seguirà comunicazione sulle nuove date delle residenze artistiche

Si riporta di seguito la comunicazione di SIAE, programma Per chi crea:

A seguito della diffusione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e delle conseguenti misure di contenimento emanate dal Governo, il termine per la realizzazione dei progetti vincitori dei bandi Per chi crea – edizione 2019 è stato prorogato al 30 giugno 2021. La decisione è scaturita dalla consapevolezza dei gravi disagi che l’attuale situazione sta determinando per la completa ed efficace attuazione dei progetti stessi.
È nel pieno interesse di SIAE individuare le soluzioni ottimali per assicurare a tutti i beneficiari la possibilità di dare piena attuazione ai progetti supportati, con il minimo rischio di perdita economica, per garantirne la dovuta realizzazione e conseguentemente supportare la promozione di tutti gli artisti under 35 coinvolti.

 

Panorami contemporanei e luoghi in trasformazione
Residenze di fotografia in Italia, II edizione
Milano, Padova, Parma

Un progetto del Comune di Milano
in partenariato con GAI Associazione Circuito Giovani Artisti Italiani e Museo di Fotografia Contemporanea
in collaborazione con Comune di Padova e Comune di Parma
con il sostegno di MiBACT e SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”

NOMINATI I VINCITORI

Sono stati selezionati i sei artisti under 35 vincitori del concorso Panorami contemporanei e luoghi in trasformazione – Residenze di Fotografia in Italia 2019/2020 che si propone di indagare con l’arte e la fotografia i cambiamenti che influenzano il nostro modo di vivere nelle città del presente, individuarne criticità e potenzialità, registrare le sfide, anticipare i cambiamenti del futuro. Durante le residenze ospitate a Milano, Padova e Parma, la ricerca artistica dei giovani creativi verterà su alcune aree che sono state oggetto di interventi di rigenerazione, spesso promossi da amministrazioni pubbliche con l’intento di creare un equilibrato rapporto tra bisogni sociali, attività produttive, creatività e ambiente, determinanti per la crescita culturale delle comunità.

La Commissione, composta da Luigi Ratclif (Segretario Nazionale GAI), Matteo Balduzzi (curatore MUFOCO e coordinatore scientifico delle residenze), Antonio Maria Tedeschi (tutor città di Parma), Caterina Benvegnù (tutor città di Padova), Pietro Baroni (tutor città di Milano), ha vagliato le 104 candidature pervenute e ha decretato i beneficiari delle Residenze assegnando le sedi di ricerca fotografica: Giulia Bottiani (Parma), Tomaso Clavarino (Milano), Giuliana Conte (Padova), Laura Fiorio (Parma), Giacomo Infantino (Padova), Simone Massafra (Milano)

La Commissione ha rilevato un buon livello generale dei candidati e delle candidate che, pur nella loro eterogeneità, hanno presentato profili professionali e portfolio di qualità, che denotano una generale crescita della produzione fotografica contemporanea in Italia. In tal senso ha inoltre valutato di assegnare le seguenti menzioni speciali quale riconoscimento di merito a: Valentina Casalini; Marco Casino; Stefano Conti.

Leggi il verbale


I FOTOGRAFI

Giulia Bottiani (Varese, 1988)
Parma

Laureata in Architettura presso il Politecnico di Milano. Inizia a fotografare durante gli studi universitari, maturando l’interesse verso la fotografia di architettura e del paesaggio urbano. Il percorso di studi focalizzato a sviluppare conoscenze tecniche legate alla progettazione le consente di poter dare una lettura particolare e specifica dell’architettura tramite la fotografia. Dopo la laurea ha conseguito un Master in Photography and Visual Design presso la NABA di Milano. Nel 2016 ha lavorato da CAMERA, Centro Italiano per la Fotografia a Torino come assistente curatoriale. Nel 2017 collabora con Lorenza Bravetta all’organizzazione degli Stati Generali della Fotografia indetti dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Dal 2012 ricopre ruoli di supporto alla didattica nella Facoltà di Architettura Civile e nella Scuola del Design presso il Politecnico di Milano. Ha all’attivo varie esposizione collettive e diverse pubblicazioni editoriali fra libri e riviste nel quadro del dibattito sull’architettura contemporanea.

Siamo spesso chiamati a riflettere sul tema della città. Da architetto, ma soprattutto da fotografa, ho imparato che il tempo dell’osservazione e della riflessione siano il primo passo verso la conoscenza del mondo che ci circonda. Un tempo dilatato, che trova oggi spiegazioni nei luoghi della memoria, tempo irreversibile che lascia tracce e frammenti che si ricompongono nell’armonia compositiva dell’immagine, della fotografia. Una riflessione quella sui luoghi in trasformazione che mi porta a pensare al cambiamento tecnologico visivo cui siamo sottoposti ogni giorno. Un susseguirsi di immagini di sintesi, che si moltiplicano e ci inducono all’impoverimento dell’esperienza dello sguardo. Da qui l’intenzione di analizzare i luoghi in trasformazione della città di Parma che, a partire da una analisi storica e urbanistica, mi conduca ad elaborare una narrazione come occasione di riconquista dell’identità dei luoghi stessi. Intento del progetto di ricerca è quello di condurre lo spettatore ad una riscoperta dei propri luoghi, liberandolo dall’opacità del vedere, introducendo una riqualificazione visiva che porti ad una nuova lettura di luoghi abituari, su cui gli abitanti poggiano uno sguardo veloce. Nella città di Parma realtà storiche e culturalmente significative possono diventare centri di rigenerazione. Dalla riscoperta della bellezza dell’edilizia popolare nel Quartiere Montanara, ad un’indagine più critica legata al rapporto tra storia della città, tra progetti di riqualificazione rimasti sulla carta e tra piccole realtà esistenti propri del Quartiere San Leonardo. Sta qui il compito del fotografo, quello di portare la propria memoria visiva e la propria esperienza a servizio di una riabilitazione dello sguardo.

 

Tomaso Clavarino (Torino, 1986)
Milano

Fotografo documentarista, con una laurea in Storia Contemporanea, dal 2012 i suoi lavori sono regolarmente pubblicati da magazine e media come Newsweek, The New York Times, The Guardian, Der Spiegel, The Atlantic, The Washington Post, Vanity Fair, VICE, Courrier International, Gruppo L’Espresso, etc… In parallelo sviluppa anche progetti più personali e a lungo termine, che spesso vanno a toccare sia questioni sociali che l’indagine dei territori e della loro identità e rappresentazione. I suoi progetti sono stati esposti e proiettati in diverse gallerie, festival e spazi pubblici, come Fotografia Europea, Athens Photo Festival, Format19, PhotoKathmandu, Les Rencontres d’Arles, Encontros da Imagem, Angkor Photo Festival. E’ co-curatore di Jest, spazio per la cultura fotografica a Torino, e docente allo IED.
www.tomasoclavarino.com

Quartieri in trasformazione, luoghi di transito. L’idea progettuale per la residenza vuole dare vita a una narrazione visiva di alcune zone di Milano, da Comasina a Stephenson, da Rogoredo a Lampugnano, che vada ad indagare l’identità e la rappresentazione di queste aree.
Un racconto per frammenti del reale che possa andare ad analizzare i confini e gli equilibri di queste aree, con uno sguardo rivolto alle comunità che vivono, subiscono le grandi trasformazioni urbanistiche, ma che a volte ne sono anche motore. La percezione degli abitanti, in particolar modo gli under 30, in relazione all’ambiente e ai luoghi sarà uno dei punti fondamentali di questa ricerca.

 

Giuliana Conte (Caserta, 1984)
Padova

Dopo una Laurea in Lingue e Letterature Straniere, un Master in Management dei Processi Creativi, e diverse esperienze nella cooperazione internazionale e nella progettazione culturale, crea il collettivo artistico blee.eu, con il quale realizza azioni artistiche negli spazi pubblici. Interessata più al processo che all’opera finale, utilizza la fotografia come strumento d’indagine per realizzare progetti di arte partecipativa, entrare in contatto con le diverse realtà che popolano il quartiere mondo, e raccontarlo insieme a chi lo abita. Quando non è in viaggio, vive nel suo paese natale, dove ha creato la residenza beyondthespace.net e si dedica alla sperimentazione di antiche tecniche fotografiche come la cianotipia e la fotoincisione.

Quali sono le criticità e le potenzialità dei luoghi in trasformazione nella città di Padova? Chi sono gli abitanti di questi nuovi paesaggi contemporanei? Hanno sempre vissuto lì, o sono abitanti temporanei, arrivati da altri luoghi?
Durante la residenza elaborerò una mappatura delle diverse percezioni, rispetto al cambiamento, degli abitanti dei condomini oggetto di studio; creando sia dei veri e propri album condominiali in cui le foto scattate saranno il risultato di rapporti e relazioni vecchie, ma soprattutto nuove, tra vicini; sia un ritratto unico di tutti gli abitanti dello stabile che diventerà una istallazione effimera che prenderà il posto, per periodi determinati, dei cartelloni pubblicitari nel quartiere.
Gli abitanti ritratti tutti insieme, saranno dunque cosi parte attiva del cambiamento.

 

Laura Fiorio (Verona, 1985)
Parma

Dopo aver studiato a Venezia Arti Visive e dello Spettacolo (IUAV, 2007) e Nuove Tecnologie per le Arti (Academia di Belle Arti, 2012) e a Londra Film and Interactive Media (Middlesex University, 2009), Laura Fiorio (1985, Verona) ha iniziato la sua carriera professionale nella produzione foto- e cinematografica tra Londra e Venezia. Nel 2015 ha ricevuto il Master in Pratiche Pedagogiche e Lavoro Sociale Attraverso l’Arte (Alice Salomon Hochschule, Berlino) e ha iniziato a lavorare in progetti educativi multimediali con gruppi di persone vulnerabili (carcerate, migranti, diversamente abili, senzatetto), oltre che come fotografa freelance per diverse istituzioni culturali. Al momento vive e lavora tra Verona e Berlino. La ricerca artistica si concentra sulla cittá in trasformazione, con un particolare interesse per i temi dell’abitare, della geografia umana e degli archivi personali, dove la sfera privata diventa uno specchio per lo spazio pubblico. I suoi progetti, sviluppati attraverso narrazioni corali e non lineari, riguardano situazioni liminali e si interrogano sulle possibili cause e conseguenze sociopolitiche di uno stato di transizione.
laurafiorio.com

Durante la residenza a Parma la mia prima ricerca si svilupperà negli archivi della città e del territorio, raccogliendo testimonianze e interviste di persone incontrate in questi luoghi. Mi piacerebbe ridiscutere, rielaborare e mettere in scena il materiale raccolto riflettendo sullo spazio e sulla sua rappresentazione. La mia indagine estetica partirà da immagini e mappe tecniche da un lato e personali dall’altro: utilizzerò dati e ricordi per ricreare immaginari a cui fare riferimento nel presente storico della città. Un momento particolarmente interessante per la creazione dell’immagine e dell’immaginario di una “Capitale Italiana della Cultura”. Cosa significa, in cosa consiste e come puó essere rappresentata, valorizzata e raccontata la cultura locale di una città italiana di oggi, ieri e domani?

 

Giacomo Infantino (Varese, 1993)
Padova

Si è laureato in Nuove Tecnologie dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, con una tesi sulla committenza pubblica in Italia. Successivamente prosegue, nella stessa istituzione, il Master in Fotografia e Arti Visive che lo portera a trasferirsi all’estero per completare gli studi presso l’Hochschule Für Grafik Und Bunchkunst di Lipsia. La sua ricerca nasce da un profondo legame con il territorio in cui vive che lo indurra a focalizzare la sua attenzione su alcuni luoghi di confine e periferici del Nord Italia e dell’Europa centrale. Attraverso la fotografia e il video realizza operazioni sul territorio intese a creare nuove forme di letture interiori e personali sulla percezione del paesaggio con l’obiettivo di trasformarle in una narrazione partecipativa in grado di esternare alcuni aspetti della contemporaneità legati al senso dell’abitare.
www.giacomoinfantino.com

Durante il periodo di residenza artistica, indagherò i territori di marginalità urbana ed emotiva dei suoi abitanti, cercando di cogliere e catturarne le identità che vi percorrono. Particolare oggetto di indagine sarà la città di Padova, più precisamente l’area del “quartiere-porta”, tra la Stazione FF.SS e il quartiere Arcella e l’area di Piazza de Gasperi. Qui vorrei interpretare i luoghi del quotidiano e i suoi abitanti attraverso una chiave di lettura onirica e immaginativa, in bilico tra documentazione e finzione, nel tentativo di evincere alcuni aspetti dell’attuale contemporaneità legati al senso dell’abitare e della periferia urbana. Il risultato del mio lavoro sarà una documentazione dai molteplici linguaggi in chiave immaginifica in cui approfondirò i processi di trasformazione sociale, culturale e architettonico delle aree in questione, spesso lontane da una realtà centrale ma fondamentali per l’identità stessa di città.

 

Simone Massafra (Lecce, 1984)
Milano 

Vive a Milano, dove porta avanti un lavoro d’indagine sull’immagine e percezione visiva entro i confini dell’opera d’arte. Utilizzando vari linguaggi riflette sul potenziale narrativo delle immagini attraverso pratiche processuali e dispositivi che raccolgono insieme libri d’artista, foto, video, testi e poesie, installazioni e performance. Ciò che caratterizza la sua ricerca è l’aspetto mutevole e mai definito dell’opera in relazione agli spazi in cui è inserita e alle relazioni che scaturiscono tra opera e pubblico. Ha partecipato a varie masterclass e mostre collettive: Inner Landscape e Intuizione – Fondazione Lac o le Mon, S. Cesario (Le); Filing the absence (Open call)– Pinksummer Contemporary Art, Genova; DaVicino, Centrale Fotografia – Fano; Milano & Oltre – Triennale Milano; Ambienti plurali – Museo della storia, Bologna.
www.simonemassafra.com

IMAGO PEREGRINATIONE è un progetto che trae spunto dalla Peregrinatio Mariae, in cui “l’immagine viaggia in lungo e in largo” nello spazio urbano. Peregrinor è un verbo latino e significa soggiornare all’estero, viaggiare o peregrinare (in generale), vagare o spaziare con il pensiero e con la mente, abitare come straniero e trovarsi “lontano da”.
Nel corso della residenza, attraverso una serie di processi di indagine e di studio del territorio milanese e sui suoi luoghi in trasformazione, mi piacerebbe lavorare su un progetto performativo partendo dalla creazione di una scultura pellegrina che diventi un “dispositivo ottico”, un filtro tra spettatore e territorio, favorendo un’esperienza intima e diretta tra opera d’arte e realtà circostante e attivando processi di coinvolgimento e ribaltamento dell’esperienza urbana. I vari momenti di migrazione dell’opera diventeranno occasione di frequentazione e incontri conviviali, simposi e conferenze aperti ai residenti, istituzioni, artisti e addetti al settore. Per tutta la durata del progetto saranno raccolti materiali, foto, video ed immagini di archivio di persone e luoghi coinvolti nel processo di fruizione dell’opera al fine di realizzare una pubblicazione editoriale ed una eventuale installazione finale.

 

 


 

BANDO

29 novembre 2019 – Il progetto Panorami contemporanei e luoghi in trasformazione si propone di indagare con l’arte e la fotografia i cambiamenti che influenzano il nostro modo di vivere nelle città del presente, individuarne criticità e potenzialità, registrare le sfide, anticipare i cambiamenti del futuro. In particolare, durante le residenze ospitate a Milano, Padova e Parma, la ricerca artistica verterà su alcune aree che sono state oggetto di interventi di rigenerazione, spesso promossi da amministrazioni pubbliche, con l’intento di creare un equilibrato rapporto tra bisogni sociali, attività produttive, creatività e ambiente, determinanti per la crescita culturale delle comunità.

DESTINATARI
Il concorso si rivolge a giovani fotografi e artisti attivi nel campo delle arti visive, di età compresa tra i 18 e i 35 anni compiuti, residenti in Italia (inclusi i soggetti di nazionalità non italiana), che operano con obiettivi professionali utilizzando il mezzo fotografico.

I requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito nel bando di concorso per la presentazione della domanda di ammissione.
È possibile presentare una sola candidatura, in forma singola e a titolo individuale.

LE RESIDENZE
I FASE – residenze individuali locali
I sei artisti selezionati, due per sede, saranno invitati a trascorrere un periodo di ricerca e produzione di minimo 10 giorni (da concordarsi con gli organizzatori), nella città assegnata, dove si interfaccerà con un referente avente funzioni di tutor.

Al termine della residenza individuale ciascun vincitore dovrà aver prodotto tutto il materiale necessario per la successiva realizzazione di una serie di opere compiute (stampe fotografiche, proiezioni, installazioni, video, etc.) che saranno utilizzate per la mostra collettiva finale.
Inoltre, durante la residenza i vincitori dovranno redigere una relazione corredata da materiale fotografico/video a testimonianza dell’esperienza vissuta.

Milano
Contesti di avvio dell’indagine fotografica > i luoghi oggetto del processo di discussione sull’aggiornamento del Piano di Governo del Territorio, ovvero 12 nodi di interscambio (Comasina, Bovisa, Stephenson, Cascina Gobba, Centrale, Garibaldi, San Donato, Rogoredo, Famagosta, Bisceglie, Lampugnano, Molino Dorino) piattaforme di sviluppo e accesso all’area metropolitana e 6 piazze poste indicativamente lungo l’asse della linea filotramviaria circolare 90/91 caratterizzate da elevata accessibilità (Loreto, Maciachini, Lotto, Romolo, Trento e Corvetto)
Ente di formazione e accompagnamento > Museo di Fotografia Contemporanea
Tutor > Pietro Baroni

Padova
Contesti di avvio dell’indagine fotografica > L’area individuata si configura urbanisticamente come “quartiere-porta” di collegamento con il centro cittadino e si concentra in una porzione della città che si estende tra la Stazione FF.SS e il quartiere Arcella (a nord) e l’area di Piazza de Gasperi (a sud) verso il centro storico.
Enti di formazione e accompagnamento > Università degli Studi di Padova – Corso di laurea aggregato discipline delle arti, della musica e dello spettacolo e Scienze dello spettacolo e produzione multimediale; Master U-rise di IUAV Venezia
Tutor > Caterina Benvegnù

Parma
Contesti di avvio dell’indagine fotografica > due dei distretti socio-culturali coinvolti nelle azioni di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 ovvero Quartiere San Leonardo, Workout Pasubio e Officine Off | Distretto Imprese Creative e Rigenerazione urbana; Quartiere Montanara | Distretto Cinema
Enti di formazione e accompagnamento > Università degli Studi di Parma – Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali – Unità di Arte Musica e Spettacolo; Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo (CAPAS)
Tutor > Antonio Maria Tedeschi

II FASE – residenza collettiva nazionale ed evento/mostra finali
I sei vincitori saranno invitati a trascorrere un ulteriore periodo di studio e confronto a Milano presso la Fabbrica del Vapore per una residenza collettiva della durata di 1 settimana, che sarà seguita dal coordinatore-curatore scientifico Matteo Balduzzi (Museo di Fotografia Contemporanea) e finalizzata alla presentazione dei risultati di tutto il percorso e all’allestimento della mostra finale.

BENEFICI PER ARTISTI
A ciascun vincitore verrà offerta la possibilità di svolgere le due fasi di Residenza e di presentare i propri lavori nell’evento pubblico finale tramite l’assegnazione di una borsa di studio, che consiste in una somma forfettaria di Euro 2.300,00 ciascuna.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
Per partecipare alle selezioni i candidati dovranno presentare i seguenti documenti:

  • Modulo di partecipazione
  • Curriculum professionale, con eventuale indicazione di link a siti web personali
  • Portfolio dei lavori realizzati
  • Lettera motivazionale di partecipazione, con esplicitazione delle proprie ipotesi di ricerca artistica e delle possibili declinazioni sui luoghi delle residenze (max 2 cartelle)
  • Copia digitale di un documento d’identità valido

Tali documenti e materiali dovranno essere presentati in formato digitale (.doc – .jpg – .pdf) raggruppati in un’unica cartella compressa in formato .zip che riporti il nome del candidato.

Ogni candidatura dovrà essere inviata in un’unica soluzione esclusivamente con una delle seguenti modalità, specificando nell’oggetto “CANDIDATURA RESIDENZE DI FOTOGRAFIA 2019/2020”:

  • come allegato, (peso massimo 7 MB) tramite casella di posta elettronica certificata: certificata@pec.giovaniartisti.it
  • utilizzando servizi di file transfert via email quali We Transfer, Dropbox o similari (che rilascino ricevuta di download) all’indirizzo email: gai@comune.torino.it
  • in busta chiusa registrata su CD/DVD/chiave USB, tramite raccomandata a/r con prova di consegna o corriere privato con prova di consegna all’indirizzo: Segreteria Nazionale Associazione GAI – Palazzo ex Curia Maxima, Via Corte d’Appello 16 – 10122 Torino (Italia)

Le candidature dovranno essere presentate in lingua italiana.
La segreteria registrerà ciascuna candidatura alla ricezione dei file che verranno considerati definitivi. Non saranno ammessi invii multipli nè sostituzioni successive nè ulteriori rettifiche.

SCADENZA DEL BANDO E TEMPISTICHE
Le candidature dovranno pervenire entro le ore 15.00 di giovedì 16 gennaio 2020.
I nomi dei vincitori/delle vincitrici verranno resi pubblici indicativamente a partire dal mese di Febbraio 2020 al termine delle procedure di verbalizzazione.

Eventuali richieste di chiarimenti dovranno pervenire esclusivamente tramite posta elettronica all’indirizzo gai@comune.torino.it  entro la settimana antecedente la scadenza del Bando.

Per partecipare scarica il bando completo e il modulo

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