22.10.2011 > 25.04.2012
Il fotoromanzo, stampato in 30.000 copie, è distribuito gratuitamente sul territorio di Cinisello Balsamo e Sesto S. Giovanni e in numerose sedi istituzionali e spazi dedicati alla fotografia e all'arte contemporanea a Milano.
Il progetto è completato dalle mostre
RICORDAMI PER SEMPRE, un racconto del progetto con fotografie di Marco Signorini, testi di Giulio Mozzi, interviste e materiali di backstage
SCENE DA FOTOROMANZO, una passeggiata nel mondo del fotoromanzo a cura di Silvana Turzio.
14.01.2012
SCENE DA FOTOROMANZO
Storia, forme e modi di un genere popolare
Il Museo di Fotografia Contemporanea promuove una giornata di studi sull'ampio e complesso tema del fotoromanzo curata da Silvana Turzio, nell'ambito dell'articolato progetto RICORDAMI PER SEMPRE.
Soggetto Giulio Mozzi
Fotografia Marco Signorini
Direttore artistico Matteo Balduzzi
Direttore di produzione Fiorenza Melani
Responsabile ricerca etnografica Diego Ronzio
Regia Giulio Mozzi e Marco Signorini
Sceneggiatura Silvia Montemurro e Giulio Mozzi
Progetto grafico LS graphic design
Assistente alla fotografia Michela Pandolfi
Ricerche etnografiche Guido Bertolotti
Immagini di backstage Michela Pandolfi
Video documentario Alessandra Sciaresa
Si ringraziano
Archivio del lavoro, CGIL, Sesto San Giovanni
L’Arrotino, Cinisello Balsamo
Caffè dello Specchio, Cinisello Balsamo
CFP Bauer / AFOL, Milano
Circolo Familiare Primavera, Società Cooperativa a r.l., Sesto San Giovanni
Il Diario del Nord Milano, Sesto San Giovanni
Falck Village Hotel, Sesto San Giovanni
Foto Express, Sesto San Giovanni
Gelateria Al Polo, Cinisello Balsamo
Panificio Colombo, Cinisello Balsamo
Parrocchia di San Giorgio, Sesto San Giovanni
Pescheria Garofalo, Cinisello Balsamo
Trattoria Miseria e Nobiltà, Sesto San Giovanni
un ringraziamento speciale a
per l’ingresso nelle aree Falck
SESTO IMMOBILIARE S.p.A.
per la distribuzione
CSBNO – Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest
SINAGI – Sindacato Nazionale Giornalai d’Italia
Ufficio stampa Comune di Cinisello Balsamo
Ufficio stampa Comune di Sesto San Giovanni
e inoltre
gli attori e tutti i partecipanti al casting
gli abitanti del Villaggio Falck
Guido Aiello, Angelo Bellanova, Luigi Bosco, Orio Buffo, Giovanna Calvenzi, Mara Campana, Don Paolo Cantù, Maddalena Cerletti, Paola Cinquanta, Antonino Cippo, Alessio Colaci, Domenico e Lisetta Colombi, Maria Costa, Alberto Covini, Alberto Dedè, Amilcare Digiuni, Pio Di Marino, Renato Falconati, Giampietro Fanisciulo, Pietro Favalli, Giulio Fortunio, Umberto Gillio, Billie La Morte, Andrea Lassa, Pietro Leone, Silvia Lissoni, Massimiliano Mainetti, Renata Meazza, Debora Migliucci, Marzia Nicli, Chiara Novichov, Donata Piccolo, Ettore Politi, Don Marco Recalcati, Fulvio Rozza, Antonio Sarli, Valentina Stea, Matteo Sullivan, Mimmo Taldone, Aldo Verrastro, Adriano Zucchelli
1. La stazione di Sesto San Giovanni

Poiché ogni racconto è un viaggio, il nostro fotoromanzo comincia e finisce in una stazione ferroviaria: quella di Sesto San Giovanni. Costruita alla fine degli anni Sessanta, la stazione attuale è un nodo importantissimo del trasporto urbano e interurbano del Nord Milano.
La stazione antica, del 1840, era presso il Rondò di Sesto: a pochi passi dalla Breda, dove si fabbricavano locomotive. La linea Milano-Monza non era stata costruita infatti – come scrisse un contemporaneo – “solo pei piaceri e pegli ozii dei milanesi”, ma per “servire al commercio”.
2. Il Falck Village Hotel

Il Falck Village Hotel, posto di fronte alla portineria dello stabilimento Unione, nasce dalla riqualificazione dell’edificio che ospitava il Circolo operaio “San Giorgio”. Ospita al proprio interno una selezione di opere fotografiche realizzate da giovani artisti italiani, appartenenti alle collezioni del Museo Di Fotografia Contemporanea. La hall è illuminata da una splendida immagine in bianco e nero dello stabilimento Unione, opera di Gabriele Basilico.
3. Il Villaggio Falck

Nel 1908 l’ingegnere Attilio Franco fece costruire a Sesto un piccolo quartiere di alloggi economici e salubri per gli impiegati e gli operai dell’attigua Fonderia Attilio Franco (acquistata poi dai Falck e ribattezzata Vulcano). Da lì si svilupperà negli anni Venti il Villaggio Falck: dotato di tutto ciò che servisse alla vita quotidiana ma ben separato (due chilometri circa) dal centro della città, accoglieva i lavoratori del posto, i pendolari e gli immigrati, soddisfacendo il rapido incremento di personale impiegato negli stabilimenti.
4. La chiesa di San Giorgio

La chiesa di san Giorgio alle Ferriere fu commissionata nel 1932 dalla famiglia Falck come cardine di un complesso di edifici pubblici (chiesa, asilo, scuola) per il villaggio operaio. La famiglia Falck chiamò a operare per la sua realizzazione, oltre ai progettisti F. Chiesa e A. Mella, anche altri artisti di valore: Alessandro Mazzucotelli per i ferri battuti delle cancellate e delle suppellettili degli altari, il Bazzi per le vetrate che illustrano le stazioni della Via Crucis e per la statua in bronzo di San Pietro, il Galizzi per le pale d’altare.
5. La rotonda tra Vulcano e Unione

Una rotonda: un non-luogo per eccellenza, posto tra ciò che resta dello stabilimento Unione della Falck, il complesso alberghiero-commerciale che conservandone solo il nome ha completamente cancellato lo stabilimento Vulcano, tre enormi nuovi edifici in costruzione, e il Villaggio Falck. Qui, all’interno all’esterno del bar e trattoria Miseria e nobiltà, in un punto nel quale memoria e smemoria, passato e presente, orizzontalità e verticalità si incrociano brutalmente, hanno trovato ospitalità alcune scene chiave del fotoromanzo.
6. Le botteghe di Sesto e Cinisello

Il protagonista del fotoromanzo, Lorenzo, cerca una donna della quale non sa più nulla da trent’anni almeno. Gli viene l’idea di battere i negozi e le botteghe: quelli che hanno l’aria di essere immutati da tanto tempo, o quelli i cui gestori abbiano una certa età.
Quindi soprattutto quelli della piazza e del centro. Perché le botteghe, oltre che luogo di socialità, sono anche luoghi di memoria. E in una bottega, infatti, con nostra grande meraviglia, ci fu raccontata una storia vera praticamente identica a quella inventata che stavamo realizzando.
7. Le case

Dovendo “girare” alcune scene nelle case di alcuni dei personaggi, perché non usare proprio le case degli attori? Idea sciagurata: non c’è posto più scomodo per girare una scena di interni, che un interno vero.
D’altra parte una città non è fatta solo di corpi edificati e di facciate: ma anche di cucine, tinelli, corridoi, camere da letto; e divani, fornelli, tavoli e tavolini, lampadari, tende, frigoriferi, librerie, armadi…
8. Il centro commerciale Vulcano

Il centro commerciale Vulcano, realizzato dal gruppo Caltagirone, è la prima fase di un più ampio progetto di trasformazione dell’area, che nell’intento del costruttore dovrà prendere il nome di “Caltacity”. Costituisce un vero e proprio monumento moderno, sul quale si estende un’imponente piazza di copertura, sovrastata da due edifici direzionali e da altri due destinati a strutture alberghiere. Lorenzo vi si aggira – perdendosi in quegli sterminati spazi – in cerca della redazione de “Il Diario del Nord Milano”.
9. L’Archivio del lavoro

L’Archivio del lavoro è l’erede diretto dell’Archivio della Camera del lavoro di Milano. Il suo scopo è favorire, conservando e ordinando le carte del movimento operaio, lo studio della società civile lombarda degli ultimi cinquant’anni. È frequentato da studiosi, studenti, cittadini, lavoratori – che accedono alle fonti senza particolari formalità – provenienti dalla città di Sesto, da Milano e da tutt’Italia.
L’archivio è riconosciuto di notevole interesse storico dalla Sovrintendenza archivistica per la Lombardia ed è quindi tutelato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
10. Gli studi della Universo

A Cinisello, tra le vie Raffaello Sanzio e Francesco Guicciardini, sorgevano un tempo gli studi della casa editrice Universo, presso i quali si realizzavano i fotoromanzi di “Grand Hotel”. Oggi non resta più nulla.
Gli uffici della casa editrice, invece, a poca distanza in via Viganò, ospitano oggi una società di informatica.
Sulla spianata degli studi – in parte asfaltata alla bell’e meglio, in parte sterrata con mucchi di calcinacci e rifiuti tra la vegetazione selvatica – è ambientata una delle scene più intense del fotoromanzo. Lì il protagonista prende atto di ciò che è accaduto del passato: non esiste più.
11. L’area ex-Marelli

Le cooperative edificatrici hanno contribuito fortemente a determinare il paesaggio di Sesto e Cinisello. L’intervento in corso nella parte dell’area ex-Marelli verso Sesto – il lato verso viale Monza è stato occupato da grandi edifici di grandi aziende – è gestito da una cooperativa nata dalla fusione di cooperative anche centenarie: “La Previdente”, fondata nel 1903; “Aurora”, di poco successiva; “Giacomo Matteotti”, del primo dopoguerra; e altre ancora. Dove prima sorgevano gli stabilimenti, ora crescono le torri costruite dalle cooperative finanziarizzate…
12. Lo stabilimento Unione / Aree Falck

Coloro che hanno vissuto a Sesto non possono ricordare la colata continua del forno elettrico T3, quello ospitato nell’enorme edificio (diecimila metri quadri di superficie, trenta metri d’altezza) chiamato “Pagoda”. Di notte, i vapori e i bagliori rossastri illuminavano tutta la città; e i balconi delle case, al mattino, erano coperti da un velo di polvere rossa. Forno e stabilimento sono stati gradualmente dismessi tra il 1994 e il 1996, fino alla completa chiusura e alla vendita dei macchinari a industrie cinesi.
13. Il Circolo Familiare Primavera

Fondato sul finire degli anni ’40 il Circolo Familiare Primavera svolge da oltre 60 anni attività ricreativa per le famiglie dei lavoratori, con un bar, uno spazio esterno e una sala biliardi rialzata in cui si ritrovano a giocare Roberto e gli amici.
Il circolo occupa un edificio del Quartiere giardino Falck – villaggio Diaz, progettato nel 1949 da Giovanni Broglio sul modello delle città giardino inglesi: casette e giardini a bassa densità, completamente circondati dalle acciaierie.
14. Il Parco Nord Milano

Abbiamo fatto fare un bel volo ai nostri personaggi, da viale Italia al Parco Nord. Ma non c’è fotoromanzo senza scena di tenerezze al parco. E volevamo che Lorenzo e Paola si riconciliassero in un luogo – il Parco Nord, appunto – che è quasi un simbolo della positività della buona amministrazione e della cooperazione tra amministrazioni. Al centro di un territorio devastato dallo sviluppo ingovernato e dalla deindustrializzazione quasi altrettanto ingovernata, l’esistenza del Parco ci ricorda che un futuro buono è possibile. Anche se il passato non tornerà mai più.

Renzo Lissoni è nato a Desio, vive a Sesto da quarant’anni con la moglie e le figlie. Ha lavorato trentacinque anni presso le Arti Grafiche Amilcare Pizzi di Cinisello. Oggi è in pensione ed è molto impegnato nel campo dell’associazionismo e nel sociale. Non è mai stato un lettore di fotoromanzi.
Lorenzo: vedovo di 55 anni, da giovane abitava a Sesto, poi per lavoro si trasferì a Cassino. Tipo modesto e solitario, ritorna alla città natale per incontrare nuovamente la donna di cui era innamorato.
Orietta Balestra è nata e cresciuta a Cinisello. Ha fatto tanti lavori in vita sua, e oggi non ne ha uno fisso. Ha avuto anche un negozio di parrucchiera a Cinisello: e l’ha prestato più volte come set per i fotoromanzi di “Grand Hotel”. Lei però preferiva quelli della Lancio. Ha studiato recitazione.
Paola: quando era una ragazza ha lavorato come fotomodella per alcuni fotoromanzi della Universo. E’ la donna che Lorenzo sta cercando ma di cui conosce solo il nome d’arte: Tamara. Paola ha un marito ed è disoccupata.
Graziella Ballabio è nata a Milano, ha vissuto moltissimi anni a Cinisello; ora sta a Cusano Milanino. Ha fatto tanti lavori, finché è approdata all’Ikea e c’è rimasta vent’anni. Ora che è in pensione fa volontariato in una casa di riposo per anziani, frequenta l’università popolare, legge, va al cinema.
Margherita: amica di Tamara, è una signora pettegola che ama creare scompiglio fra le persone e sa sempre tutto di tutti.

Federico Consoli ha lavorato come operaio in alcune fabbriche della Bergamasca, e poi per quindici anni in Falck. È stato sindacalista della CISL. Vive tuttora nel Villaggio Falck è il sagrestano della chiesa di San Giorgio alle Ferriere.
Nel fotoromanzo interpreta se stesso
Guido Bertolotti è nato a Brescia e vive un po’ a Bergamo e un po’ a Milano. In vita sua ha sempre fatto l’etnografo. Il fotoromanzo per lui è stato solo una parentesi: non vede l’ora di tornare ai suoi studi sulle tradizioni e la cultura popolare della Lombardia.
Gino: ex compagno di scuola di Lorenzo, uomo cordiale e semplice, si renderà da subito disponibile nella ricerca della misteriosa Tamara.
Maria Carla Bianchi è nata e vissuta a Milano, ha lavorato come interprete e ha avuto un negozio di dolci. Da quando è in pensione le è scoppiata la passione per il teatro. Quand’era ragazza, in casa sua i fotoromanzi erano proibiti: glieli passavano, di nascosto, le donne di servizio.
Carla: affascinante moglie di Gino.

Lidia Pera: è una celebrità, perfino Wikipedia parla di lei. Entrò nell’arte ancora sedicenne: dopo un paio d’anni come annunciatrice in RAI ha lavorato a lungo come interprete di fotoromanzi, benché trovasse la faccenda piuttosto faticosa e noiosa. Ha anche fatto un po’ di cinema (Lo svitato, di Carlo Lizzani).
Nel fotoromanzo interpreta se stessa

Filomena Pagana è nata in provincia di Napoli, vive a Lissone, lavora in uno studio medico e ha un negozio di caramelle a Muggiò. Ha frequentato un corso di teatro a Monza: il fotoromanzo è il suo debutto.
Ernestina: figlia di Gino e Carla, laureanda in architettura a Milano.
Matteo Tosi è giornalista e critico d’arte, sposato e con una figlia. Vive a Busto Arsizio, dove è nato, ed è direttore scientifico della Fondazione Bandera per l’Arte. Da circa un anno lavora a “Il Diario del Nord Milano”, occupandosi prevalentemente di cultura; ha una rubrica di fotografia nel settimanale “Il Domenicale”.
Nel fotoromanzo interpreta se stesso
Mauro Trotta è nato a Venezia, vive a Milano. Fino al ’68 ha lavorato in Pirelli Bicocca, poi alla Marelli di Sesto. Faceva il commerciale, girava tutti gli stabilimenti per vendere motori e altri prodotti, ricorda quando le grandi fabbriche del Nord Milano erano vive. Ora si dedica al teatro.
Roberto: marito di Paola, geloso e protettivo nei confronti della moglie. Di temperamento burrascoso e impulsivo.

Gli amici di Roberto
Claudio Grassi Alessi, sbirciava da ragazzino i fotoromanzi con Cicciolina; Alessandro Niro canta, suona, fa la comparsa, spera di trovare un lavoro fisso, Alfredo Tamburini vendeva macchine per sollevare, ha fatto anche il cameraman, Maurizio Telloli insegna fotografia. Andrea Belfiore (o) studia informatica; Giulio Mozzi campa
di espedienti.

Le donne della trattoria
Nel 1912 Ida Talli, bisnonna di Francesca Tanzi, recitò nel primo kolossal del cinema: Quo vadis?
Antonella Sedan, madre argentina e padre francese, si sente siciliana purosangue e vive a Cinisello; L’agenzia di viaggi nella quale ha lavorato Fiorangela Farina è stata set di un fotoromanzo con Massimo Ciavarro, Francesca Sanvido ha fatto la comparsa in un programma televisivo.
e, in ordine di apparizione
Il tassista Antonio Guarino *
La receptionist dell’hotel Valentina D’Agostino *
La parrucchiera Maria Merlo *
La figlia della prima donna dei balconi Asia Salvaggio *
Le donne dei balconi Elisa Cesarano, Cecilia Marcato, Gina Greti, Daniela Genchi, Maddalena Felletti *
I cani della quinta donna dei balconi Carlotta e Bibi *
Il gestore della trattoria Miseria e Nobiltà Rino Mauro *
La sorella del gestore Rossella Mauro *
I bottegai il pescivendolo Nico Garofalo, i fornai Giovanna Locatelli e Luigi Colombo, la gelataia Cristina Gusmaroli, l’arrotino Mauro Compostella, la barista Diana Geremia, il fotografo Sergio Fermi *
L’impiegata dell’Archivio del lavoro della CGIL Lyda Vecchio*
La cameriera del Circolo Primavera Giulia Azzalini
La lettrice di fotoromanzi Fiorenza Melani
( * = nella parte di se stessi )
Il progetto ha preso avvio con un casting pubblico.
IL MUSEO DI FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA CERCA
donne e uomini, giovani e anziani, per i ruoli di protagonisti e di comparse per un fotoromanzo.
La storia prevede anche persone che compaiano nella parte di se stesse:
negozianti, professionisti, abitanti nelle loro case, persone che vogliano raccontare la Sesto delle fabbriche, lettori di fotoromanzi
venerdì 10 giugno 2011 ore 17 – 22
sabato 11 giugno 2011 ore 9 – 13
Museo di Fotografia Contemporanea
IMMAGINI DAL CASTING
LINK: IL CASTING SU REPUBBLICA.IT
LINK: IL CASTING SU IL GIORNO.IT
Negli stessi anni in cui decine di migliaia di persone vi si trasferivano per lavorare nelle grandi fabbriche del Nord Milano, la città di Cinisello Balsamo era anche – grazie alle edizioni Universo, che pubblicavano Grand Hotel – il principale centro di produzione del fotoromanzo italiano. Un genere di narrazione oggi desueto, ma capace negli anni del boom economico di una diffusione paragonabile solo a quella che ebbe in seguito la televisione.
Da queste suggestioni – l’eredità della cultura industriale che ha profondamente improntato tutto il territorio e la non dimenticata tradizione produttiva del fotoromanzo – nasce l’idea di invitare due autori provenienti da ambiti completamente diversi, lo scrittore Giulio Mozzi e il fotografo Marco Signorini, a misurarsi con un genere da sempre controverso, tanto disprezzato dalla critica quanto amato dai lettori.
Il progetto partecipa alla costruzione del R.E.I.L., il Registro dei beni immateriali istituito della Regione Lombardia. Questo ha reso possibile un’operazione artistica sperimentale, capace di rivisitare in maniera anche ironica un linguaggio popolare, e ne ha garantito l’inserimento in una cornice più ampia, legata alla trasmissione e diffusione di una memoria condivisa.
Coerente con la tensione verso il pubblico che caratterizza fin dall’inaugurazione l’operato del Museo di fotografia contemporanea, l’intero processo di realizzazione di Ricordami per sempre ha coinvolto gli stessi cittadini nella creazione di un racconto corale del territorio. Il progetto ha preso avvio con un affollato casting al Museo per la selezione degli attori tra i cittadini del Nord Milano. In seguito l’intera troupe ha vissuto tra Milano, Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni condividendo un’esperienza di esplorazione, scrittura e regia che avveniva in presa diretta, mano a mano che la storia prendeva forma, attraverso la conoscenza dei luoghi e delle persone, primi fra tutti gli attori stessi e i numerosi soggetti direttamente coinvolti nel lavoro. Infine, la distribuzione delle copie nelle edicole, nelle biblioteche civiche e nelle più inaspettate sedi delle due amministrazioni pubbliche, restituisce il progetto in maniera capillare agli abitanti del territorio.
Ricordami per sempre è così al contempo un racconto di finzione – una storia d’amore, come si conviene a un fotoromanzo, anche se con regole sovvertite – e un documentario in cui le grandi vedute e i dettagli del paesaggio, gli spazi interni delle case e dei negozi, i volti stessi degli attori e delle comparse ci raccontano di un’area in profonda trasformazione fisica, culturale, sociale e ne ricostruiscono, a frammenti, la memoria.








