GLI ALTERNATIVI: SCUOLA O LAVORO?

IN CORSO, LABORATORI, NEWS

Per il percorso di Alternanza Scuola-Lavoro, il Mufoco propone a noi studenti diverse attività che permettono di proiettarci nel mondo del lavoro. Può capitare, però, che si crei confusione su quale sia effettivamente il lavoro che si andrà a svolgere nel corso dello stage.
È proprio a tale scopo che abbiamo raccolto le nostre esperienze al Museo, in modo da informare i futuri studenti su tutti gli incarichi che dovranno svolgere.
All’inizio del percorso viene chiesto di dividersi in gruppi, ognuno con un compito diverso. Le mansioni da svolgere consistono nel catalogare i libri della biblioteca, riordinare l’archivio, esporre le mostre ai visitatori e gestire i canali di comunicazione con il pubblico.

Durante una normale visita al museo, il personale che si occupa della gestione dell’archivio è spesso dietro le quinte e invisibile al pubblico. Il lavoro che viene svolto in questa sezione però ha un’importanza fondamentale, perché permette la conservazione di innumerevoli fotografie, alcune di grande valore.

L’incarico inizia in un deposito sotterraneo, all’interno del quale sono conservate diverse buste contenenti tutte le immagini del Museo non ancora archiviate. Queste sono prelevate e riposte dentro degli scatoloni, che vengono trasportati all’interno del museo, nell’archivio vero e proprio.
Una volta recuperate le fotografie, bisogna provvedere alla loro conservazione, attraverso una serie di operazioni che garantiscano che esse si preservino nel tempo.
La prima cosa da fare è scannerizzare i singoli pezzi ed inserirli all’interno di un archivio digitale. A seguito dell’archiviazione virtuale, si procede a quella fisica, che consiste nell’ordinare le buste in ordine alfabetico, in base al nome dell’autore, e collocarle in materiali di conservazione a norma.

La biblioteca del Museo è il luogo dove si custodiscono una grande quantità di testi, dai libri alle riviste, riguardanti la fotografia. Molte di queste opere hanno un valore rilevante dal punto di vista storico-artistico, per questo vanno trattate con grande attenzione.

Gli studenti assegnati a questa sezione svolgono un compito molto importante e delicato: sopralluogo e riordino, numerazione, etichettatura e inventariazione di fondi librari. In particolare, per le pubblicazioni del Fondo Colombo di cui si sono occupati, per prima cosa vengono prelevati dal deposito diversi faldoni, contenenti opere non ancora organizzate, e portati in biblioteca; quindi, i testi contenuti vengono rigorosamente contati, numerati, etichettati e inventariati. Tutto ciò viene svolto indossando dei guanti, per evitare di lasciare accidentalmente sostanze che possano rovinare la carta. Dopo aver riorganizzato i faldoni, questi vengono posti in ordine sugli scaffali e ricollocati anche nel database della biblioteca.
Tali operazioni devono essere svolte con la massima attenzione: l’errore più comune è quello di ricollocare male un libro e come dice la bibliotecaria “un libro ricollocato male è un libro perso per sempre”.
Una volta completata la numerazione, tutti i dati di ciascun testo vengono salvati su un foglio Excel, allo scopo di poterli reperire e consultare con facilità.

Parallelamente a questa attività, i ragazzi hanno curato il fondo Doppi per scambio della biblioteca. Tutti i libri doppi sono stati inventariati e inseriti in foglio di inventario indicando titolo, autore, data di pubblicazione, casa editrice e, quando presente, il prezzo. In questo modo è possibile effettuare scambi tra biblioteche e altre istituzioni.
Sono state svolte anche ricerche per la preparazione della nuova mostra del museo, utili per il gruppo che ha lavorato in archivio. Gli studenti hanno cercato nel database dei libri in cui fossero pubblicate le fotografie che andranno esposte per ricavarne la didascalia, dato mancante al curatore. Infine, hanno verificato che la monografia contenesse la fotografia completa di didascalia e consegnato il libro in archivio.
Una ricerca online sulla bibliografia completa di Gabriele Basilico da parte dei ragazzi ha permesso di fare un confronto con i libri dello stesso autore presenti nel database e ricavare una lista dei titoli mancanti in vista di una futura integrazione.

Gli studenti del gruppo che si occupa della didattica sono coloro che interagiscono maggiormente con i visitatori del Museo: il loro compito infatti è quello di organizzare e di fare da guida per i visitatori del museo.
Semplicemente spiegare le fotografia esposte non è abbastanza, ciò che viene richiesto è di creare nuovi percorsi personalizzati all’interno delle visite preesistenti.
La prima cosa da fare è un’accurata ricerca sulle opere esposte, per comprenderne il significato e l’importanza, in modo tale da presentarle efficacemente al pubblico secondo le intenzioni dell’autore.
Il passo successivo è quello di inserire all’interno della mostra degli elementi interattivi, per coinvolgere il pubblico e per mettere in risalto caratteristiche particolari delle fotografie: ad esempio, possono essere utilizzati effetti sonori, luci particolari o espedienti che creano una maggiore immedesimazione con lo stile dell’artista.

Un esempio è riportato da questa immagine: i soggetti della serie fotografica esposta, intitolata “Il Velo”, sono diversi oggetti ricoperti, appunto, da un velo, che lascia solamente intendere agli spettatori cosa stia effettivamente coprendo: la scelta degli studenti è stata quella di coprire le fotografie stesse con un velo, per poi rimuoverlo solo nel corso della presentazione dell’opera.
Come conclusione del percorso, i membri di questo gruppo conducono i propri compagni di classe in una visita guidata alle fotografie esposte.

I ragazzi che lavorano nella sezione di Comunicazione svolgono mansioni meno pratiche, ma non per questo meno importanti.
Una delle loro occupazioni è quella di effettuare operazioni di ricerca, utili per raccogliere informazioni su realtà che possano essere interessate a future mostre o eventi del Museo. Un altro compito è quello di studiare la pagina Facebook e il sito del Museo al fine di applicare migliorie per renderli più accessibili ed interessanti, soprattutto ai giovani.

Il lavoro più importante però è la stesura di articoli, proprio come questo, che raccontino della propria esperienza e di quella dei compagni di classe per poi pubblicarli sul sito del Museo, in una sezione creata e dedicata ai giovani e agli studenti, e sulla pagina Facebook.
A seguito del lavoro svolto, infine, i membri di questo gruppo hanno elaborato un comunicato stampa per presentare la sezione del sito dedicata all’Alternanza scuola lavoro, contenente racconti e fotografie dei ragazzi al lavoro realizzati dagli stessi studenti.